Venerdì 10 Settembre avremo la visita del Governatore. Non mancate.

Piano Strategico, un esempio

Il Rotary International ha stabilito un suo Piano Strategico che vorrebbe fosse implementato anche dai Distretti e dai singoli Club. Tale piano copre il periodo temporale che va dal 2007 al 2010, quindi tre anni.

Diapositiva1-450Alla fine del primo ciclo triennale il Consiglio Centrale valuterà le risultanze ottenute in questo lasso di tempo ed emanerà un nuovo Piano che potrebbe anche essere una duplicazione di quello esistente.

Nel piano strategico attuale il Rotary ha posto all’attenzione dei Distretti e quindi dei loro Club un certo numero di attività che coprono sette differenti aree di intervento come mostrato nella immagine che segue.

I Distretti ed i Club sono invitati a scegliere le loro specifiche priorità in funzione di necessità locali ed in funzione della locale cultura e del comune sentire. Il sentire comune diviene importante in seno ad uno specifico Club in quanto sono i rotariani tutti di quel Club a dover intervenire e lavorare per la felice riuscita dello specifico piano adottato da una apposita commissione ma approvato da tutti i rotariani dello stesso.

Diapositiva5-450Tutti i sette punti del Piano Strategico del Rotary hanno per lo stesso eguale importanza e quindi nella scala delle priorità occupano lo stesso gradino.

Per un Club questo potrebbe non essere così in quanto ogni singolo Club ha la possibilità di “pesare” con un coefficente di importanza gli obiettivi e le priorità da assegnare ad ogni singolo intervento richiesto dal Rotary International.

Ecco quindi che dopo la “pesatura” si potrebbe avere una situazione come mostrata dal grafico riportato. In questo grafico le varie azioni del Piano originale hanno subito una azione di pesatura eseguita dal gruppo ristretto di lavoro appositamente predisposto ottenendo il grafo riportato che mostra come la espansione dell’effettivo sia prioritaria rispetto a tutte le altre.

Diapositiva6-450Naturalmente in questa azione di priorizzazione la Commissione deve tenet conto di tutte quelle che si potrebbero definire le situazioni “al contorno” quali ad esempio le risorse umane e finanziarie disponibili, gli indirizzi del Presidente in carica nonchè quelli del o dei Presidenti che si succederanno nel tempo. E’ quasi superfluo dire che i programmi, i progetti – e un Piano Strategico non è altro che un programma esteso nel tempo – debbano essere realizzabili e non debbano contenere la lista dei desideri.

Scelti i moduli del Piano Strategico gli stessi dovranno essere discussi in Assemblea di Club per ottenere la più alta base di consenso e quindi essere messi in essere attraverso una attenta pianificazione temporale allocando per ciascuno di essi risorse economiche e principalmente umane.

Diapositiva2-450La Commissione deve quindi passare alla programmazione delle singole azioni del Piano rispondendo compiutamente alle domande riportate nel grafo allegato. In esso sono riportate le diciture ufficiali del Rotary ( Dove siano, Cosa vogliamo ottenete, Come ci arriviamo) completate da altre che ci sembrano più probanti ( Stato Iniziale, Obiettivi, Strumenti). Questa rappresentazione è meramente di logico-sequenziale lasciando per ultimo la domanda “Come ci arriviamo”. Forse questo approccio non è il più corretto in quanto pone gli “Obiettivi” come gradino intermedio nel processo logico. Siccome gli strumenti necessari ed a disposizione del Club sono se non ristretti almeno limitati sembra più corretto porre il “Cosa vogliamo ottenere” cioè gli Obiettivi in casella finale facendo filtrere gli stessi dagli strumenti disponibili.

Diapositiva3-450D’altronde il o i Goal sono sempre posti alla fine di qualsiasi processo mentale od industriale.

… continua