Il Club
Il dodici Gennaio dell’anno 2002 il nuovo Hotel Liberty di Messina vede la prima riunione dei quarantacinque Soci Fondatori del Rotary Club Stretto di Messina. Con questa riunione, la lettura dello Statuto e del Regolamento e con la accettazione da parte dei convenuti, il Club è costituito, anche se non ancora riconosciuto.
Per il riconoscimento bisogna attendere il documento ufficiale del Rotary International e per ottenere ciò bisogna che il Governatore firmi, assieme al suo Rappresentante Speciale, Manlio Nicosia, i documenti da inoltrare a Zurigo.
La firma avviene in una festosa riunione tra lo Staff Distrettuale ed i componenti del futuro Consiglio Direttivo del Club. La mano di Diego trema per l’emozione quando consegna la cartella dei documenti ad Aldo che’ come se avesse trascorso tutta la vita a formare nuovi Club firma con tratto fermo e deciso.
La mano passa alla segreteria di Zurigo per l’approvazione formale.
Non pensiate sia stato facile: le variazioni allo Statuto Tipo, stabilite solo pochi mesi prima dal Consiglio di Legislazione, sono state recepite ma forse non completamente comprese, neanche dalla nostra Segreteria di Zona.
Iniziano subito i problemi: ci viene detto che è indispensabile avere un Club sponsor e almeno un paio di soci di sesso femminile. Non è assolutamente vero.

Fatto sta che i documenti di ammissione tardano a giungere.
La lunga militanza rotariana insegna che non bisogna mai essere troppo acquiescenti verso le richieste di Zurigo (e, per la verità , nemmeno verso quelle del Distretto): protestiamo con John Fuda, Segretario del R.I., e prospettando il passaggio dei 45 ad altro Club service. Fuda mette in riga Zurigo e in Aprile la sospirata lettera di benvenuto nel Rotary giunge a Giovanni, Presidente del Club.
I quarantacinque ce l’anno fatta. Sono un Club Rotary.
(da La Storia secondo Diego…)
Poiché ogni comunità politica consta di governanti e di governati, bisogna vedere se, vita natural durante, essi debbano essere persone diverse oppure se debbano essere le stesse persone; perché, evidentemente, da questa divisione dovrà dipendere anche l’educazione. [...]Che i governanti debbano differire dai governati non v’è alcun dubbio; come essi debbano differire e come partecipare del potere, è cosa che deve vedere il legislatore e della quale si è già detto.
(Aristotele, Politica, in C.A. Viano (a cura di), Politica e costituzione di Atene di Aristotele, U.T.E.T., Torino, 1992