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Le Chiese

Duomo

Degli edifici religiosi ennesi il più importante per monumentalità e profusione di opere d’arte è il Duomo, sorto nel 1307 per volontà della regina Eleonora d’Angiò, dal 1302 sposa a Federico II d’Aragona, per ottemperare ad una clausola del trattato di pace concluso a Caltabellotta al fine di eliminare i sanguinosi contrasti tra Angioini e Aragonesi, culminati nel 1282 nei Vespri Siciliani e mai del tutto sopiti.

enna-il-duomoDel tempio trecentesco, dichiarato dall’Unesco “Monumento Testimone di Pace”, resta solo la zona absidale, avendo un incendio divampato nel 1446 incenerito ogni tipo di sacra suppellettile e distrutto la facciata, il tetto, le tre navate e gli altari laterali, poi ricostruiti grazie all’intervento del papa Eugenio IV e del re Alfonso il Magnanimo.

Il Pontefice accordò un lungo giubileo, di cui rimane il ricordo nella “porta santa” murata sul prospetto est (vicina a quella rinascimentale che Iacopino Salemi portò a termine nel 1574), elargendo numerose indulgenze che guadagnarono al tempio offerte utilissime alla sua ricostruzione; il Sovrano invece concesse feudi i cui proventi, assieme ai doni e ai lasciti dei fedeli, consentirono ai Rettori della chiesa di abbellirla di opere d’arte.

Pale d’altare eseguite all’alba del ’600 dal toscano Filippo Paladini e alla fine di quel secolo dal nisseno Vincenzo Ruggeri e altre realizzate ai primi del ’700 dal fiammingo Guglielmo Borremans impreziosiscono le navate laterali, il transetto e le absidi.enna-l_organo

Cinquecentesche colonne di grigio alabastro adorne di artistici capitelli (due sono di Giandomenico Gagini) ritmano la navata centrale collegando arcate a sesto acuto sovrastate da spazi murari arricchiti da stucchi barocchi. Soffitti lignei formati da  eleganti rosoni poligonali e da semplici pannelli quadrangolari  coprono gli ambienti, tranne le absidi.

In un vano sull’altare, occultata alla vista da due sportelli dipinti, è custodita la statua lignea policroma della Madonna della Visitazione . La Vergine, Patrona della città, coronata e rivestita di gioielli, il due luglio è portata in processione su un fercolo, chiamato Nave d’oro, eseguito verso il 1590 dal napoletano Scipione di Guido, autore pure degli stalli del coro, che gareggiano in preziosità decorativa con i pannelli del grandioso armadio custodito in sacrestia, realizzato dai fratelli Ranfaldi sul finire del Seicento, con scolpite suggestive scene evangeliche legate alla figura della Madonna.

enna-il-soffitto-ligneoUn organo, eseguito alla fine del ’500 da Raffaele La Valle e in seguito rimaneggiato; un pulpito, acquasantiere , statue in marmo, candelabri, balaustre, palchi per i musici, un sarcofago, altari e lapidi, paramenti, reliquiari e cancellate completano l’arredo della chiesa, concorrendo a formare un inestimabile patrimonio d’arte.

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Chiesa di San Francesco

Questa Chiesa fu costruita nel qus-francesco2-6001attordicesimo secolo e successivamente fu oggetto di diversi lavori che ne modificarono l’aspetto originale.

Ponendosi di fronte alla Chiesa è possibile ammirare il campanile risalente al quindicesimo secolo che si eleva su una roccia a scarpata con la sua struttura a tre ordini sovrapposti.

L’interno è costituito da un unica navata e vi si accede attraverso una grande scalinata che si trova dietro la parte absidale.

La Chiesa contiene diverse opere appartenenti a varie epoche ed artisti.

Fra queste, ricordiamo la croce in legno dipinta su entrambe le facce e posta sull’arco santo, probabilmente attribuibile a Pietro Ruzzolone (1484-1526), una tavola del cinquecento raffigurante l’Epifania che occupa la parete destra e che forse fu realizzata da Simone di Wobreck (1557-1586).

Assai belli sono gli affreschi di grande valore artistico di Giovan Battista Bruno (sec. XVII°) presenti ai lati del presbiterio e gli altrettanto pregiati dipinti di Francesco Ciotti da Enna (1706) aventi come soggetto la Natività e l’Assunzione di Maria.

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Chiesa di San Tommaso

La chiesa di San Tommaso ha una s-tommaso-6001torre campanaria. Di stile gotico-catalano, il suo portico, del XV sec., è a forma
di prisma quadrangolare con ambienti sovrapposti, coperti da volte a botte.

All’interno una preziosa icona in marmo del XVI sec. dello scultore carrarese Giuliano Mancino, dei dipinti diSaverio Marchese e numerose splendide statue fra cui una di Santa Lucia.