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Piano Strategico, pensieri

Il Piano Strategico che il Rotary International si è dato e che suggerisce sia applicato sia dai Distretti sia dai singoli Club non è una cosa che debba farci preoccupare o sconvolgere più di tanto.

Esso, infatti, non è altro che quello che ogni giorno facciamo quasi incosciamente sia per la nostra vita personale sia per quella professionale sia in quella di Club.

In quanto individui raziocinanti sappiamo che nella nostra vita dobbiamo raggiungere traguardi, mete ed obiettivi. Questi potrebbero essere di arricchimento materiale, culturale od umano, potrebbero essere la formazione di una famiglia o la sua conduzione unitaria.

Per raggiungere questo scopo, in modo quasi sempre inconscio, ci proponiamo delle azioni e le loro temporizzazioni. Se è la creazione di una famiglia che abbiamo in mente la prima cosa che pensiamo è che non la abbiamo ancora e quindi il mezzo per la sua creazione è quello di trovare ( anche se è una brutta parola) una compagna o, a seconda dei casi, un compagno.

Diapositiva3Ecco che abbiamo fissato incosciamente (talvolta consciamente) il goal: la famiglia (cosa vogliamo ottenere). Parimenti abbiamo compreso che per la creazione di una famiglia serve un compagno od una compagna (come ci arriviamo). Nel fare ciò ci siamo resi conto che non abbiamo ancora una famiglia (dove siamo).

Et voilà: abbiamo fatto un Piano Strategico!.

Come vedete semplice.

In quanto professionisti ci confrontiamo diurnamente con obiettivi e priorità professionali.

Allo stesso modo ( e stavolta quasi certamente consciamente) ci prefissiamo una meta, diciamo un avanzamento nella posizione aziendale.

Ci rendiamo conto esattamente della posizione nella quale ci troviamo  (dove siamo) e sappiamo la posizione nella quale vorremmo trovarci (cosa vogliamo ottenere) . L’impegno professionale posto nella mansione attuale, il blandire il responsabile del nostro avanzamento è il mezzo per raggiungere il nostro scopo.

Nella vita del Club è esattamente la stessa cosa.

Siamo nella posizione di Presidente (giusto per fare un’esempio) e vorremmo essere ricordati nel futuro come il Presidente che ha incrementato il numero di soci. Sappiamo che siamo pochi (dove ci troviamo) e vorremmo divenire molti (cosa vogliamo  ottenere). Il mezzo per ottenere il nostro scopo passa attraverso una attenta analisi della compagine sociale, attraverso la designazione di una forte Commissione Ammissioni e perchè nò anche con la ricerca di nuova linfa tra i conoscenti personali (come ci arriviamo).

Se questo processo è fatto in modo inconscio è semplicemente bravura, se questo processo è fatto scientemente con una programmazione che eventualmente passa attraverso dei processi codificati da scritti, lettere solleciti abbiamo fatto un PIANO STRATEGICO!.

Semplice vero?.